Workflow – Cos’è e perché te ne occorre uno

Cerchiamo di capire cosa si intende quando si parla di workflow e per quale motivo ti suggerisco di individuarne uno.

Ultimamente sto affrontando spesso questo tema, con particolare riferimento alla introduzione di un BPM (Business Project Managment, di cui riparleremo in futuro).

Il Workflow è la sequenza di processi attraversati da una attività lavorativa.

Operativamente è il metodo con cui evadi i tuoi task.

È applicabile a tutte le attività, la formulazione di una offerta commerciale, la convocazione e la preparazione di un meeting, l’organizzazione di un evento ecc.

Probabilmente esegui workflow tutti i giorni senza neanche rendertene conto! Ad esempio, ammettiamo che la tua lavanderia sia sullo stesso percorso del calcetto dove accompagni i bambini, che accidentalmente coincide con quello della tua pasticceria preferita.

Tutti i giovedì, quando i bambini hanno la partita, porti i panni in lavanderia e dopo il match premi tutta la famiglia con un bel dolce prima di tornare a casa (sia che abbiano vinto, sia che abbiano perso).

Questa sequenza non è altro che un workflow.

Passando al lavoro quotidiano, forse non hai neanche realizzato quando la tua vita potrebbe essere più facile se tu avessi un workflow. Scavare fra le email o in una pila di carte in cerca di informazioni è una perdita di tempo, per fortuna c’è una soluzione.

Puoi applicare i suggerimenti che seguono in diversi modi, puoi ad esempio utilizzare un Project Managment Tool come il mio amato Trello oppure Microsoft Planner, chiedere al tuo IT manager un BPM o semplicemente utilizzare dei contenitori o una lavagna con post-it. Vedrai che le idee salteranno fuori!

PRINCIPALI WORKFLOW

TO-DO – Il fondamentale.

Consiste nel dividere le attività in tre semplici categorie : To Do, Doing, Done.

Le attività scorrono attraverso le tre fasi, se utilizzi una lavagna Kanban, evadere i compiti (svuotare l’elenco delle cose da fare), ti darà una grande soddisfazione.

Spesso si aggiungono altre categorie come “Progetti a lungo termine” o “Stand-by”, per tenere a mente attività non urgenti.

AGILE – Il popolare.

Usato da molti team, nasce all’inizio degli anni 2000 nell’ambiente software con l’obiettivo di ridurre il rischio di fallimento sviluppando il software in finestre di tempo limitate chiamate Iterazioni. Anche se il risultato di ogni singola iterazione non ha sufficienti funzionalità da essere considerato completo deve essere pubblicato e, nel susseguirsi delle iterazioni, deve avvicinarsi sempre di più alle richieste del cliente. Alla fine di ogni iterazione il team deve rivalutare le priorità di progetto.

In pratica consiste nel concentrare e organizzare le attività di un progetto in piccoli intervalli di non più di una/due settimane. Gli intervalli, come abbiamo detto, sono chiamati Iterazioni. Prima di essere iterate, tutte le attività sono categorizzate come “in attesa” e rappresentano il lavoro “arretrato”.

Quando il team è pronto a completare una attività, il team leader la sposta nelle Iterazioni. Una volta terminato il tempo fissato, sono registrati e valutati i risultati con tutto il team e si pianificano le prossime attività.

È il workflow ideale per team i cui componenti hanno attività individuali, per restare allineati sugli obiettivi e mantenere il processo agile e scorrevole.

RICHIESTE FREQUENTI – Per non affogare

È un altro workflow molto popolare per gestire numerose attività legate alla formulazione di richieste che devono essere opportunamente smistate o categorizzate. Può essere applicato in tantissimi casi, per organizzare le mail, per generare lead, per gestire e processare le richieste dei clienti o del tuo superiore.

Ad esempio, ammettiamo che tu sia un fioraio tanto famoso da non riuscire umanamente a gestire gli ordini dei tuoi clienti. Il miglior modo per gestire questa situazione è depositare tutti gli ordini in uno solo posto per poi smistarli con calma in base alla tipologia (bouquet, matrimoni, consegne a domicilio).

Tutte le richieste, che siano mail, WhatsApp, sms, ordini online, telefonate ecc, transitano quindi in una repository (una lista di Trello/Planner, una cartella sharepoint/server, una scatola di cartone…), in attesa di essere smistate magari non solo in base alla categoria ma anche in base alla priorità.

PASSAGGIO DI CONSEGNE – Hai finito la tua parte

Un altro workflow comune è utilizzato nel caso tu debba assegnare a qualcun altro il completamento di un lavoro iniziato da te (e completato per quello che ti compete). Semplicemente, quando completi la tua parte di lavoro passi il risultato a qualcun altro e così via.

Ad esempio, consideriamo che tu e un gruppo di persone stiate lavorando alla progettazione del nuovo sito della vostra società. La prima persona sarà incaricata di scrivere il testo, quindi trasmetterà il lavoro al collega che lo verificherà prima di inviarlo a sua volta al designer per la creazione del mockup…fino a completare il lavoro.

Il passaggio di consegne può avvenire in molti modi, puoi inviare una mail magari mettendo in copia le persone interessate a tenere il flusso sotto controllo ad esempio (ma non esagerare).

CONCLUSIONI

Spero che questa breve panoramica sia stata di aiuto, ricorda che tutti i workflow sono flessibili e devono adattarsi alle tue esigenze. La parte più importante è il lavoro di analisi che moltissime volte di porterà anche a snellire e velocizzare il tuo lavoro.

Aspetto i vostri commenti!


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