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Manager: Bonus del 40% sui corsi 4.0. Si torna a scuola!

Sembra che finalmente il decreto di attuazione del credito di imposta per la formazione 4.0 stia per vedere la luce: è stato registrato dalla corte di conti e quindi dovrebbe essere pubblicato presto sulla Gazzetta ufficiale.

Il Bonus vale solo per gli investimenti effettuati nel 2018, nonostante le linee guida arrivino con 6 mesi di ritardo, rendendo difficile effettuare spese pienamente conformi.

Tre le macroaree individuate dall’allegato A della legge di bilancio:

– Vendita e Marketing

– Informatica

– Tecniche e tecnologie di produzione

Ognuno dei macrosettori contiene una serie di attività specifiche come acquisti, commercio al dettaglio e all’ingrosso, gestione magazzino, stoccaggio, tecnich di marketing e ricerche di mercato.

La formazione dovrà essere strettamente correlata ad attività di digitalizzazione in ottica industria 4.0, così come riportate nella norma:

– Big Data

– Cloud e fog computing

– Cyber security

– Simulazione e sistemi cyber-fisici

– Prototipazione rapida

– Sistemi di visualizzazione

– Realtà virtuale e aumentata

– Robotica avanzata e collaborativa

– Interfaccia uomo macchina

– Stampa tridimensionale

– IoT

– Integrazione digitale dei processi aziendali

Per tutte queste aree formativa previste dalla legge di bilancio sono a disposizione 250 milioni di euro in via sperimentale per il 2018.

Il credito d’imposta, nella misura del 40% ed entro un massimo di 300mila euro per beneficiario, scatterà limitatamente al costo aziendale riferito alle ore o alle giornate di formazione del personale dipendente. Il beneficio si applicherà anche alle ore di formazione svolte da un dipendente interno “esperto” in qualità di tutor, ma in questo caso con un tetto (fino al 30% della retribuzione complessiva annua).

Obbligo rilevante è che l’impegno ad effettuare investimenti in attività formative sia formalmente previsto nel contratto collettivo depositato presso l’ispettorato territoriale del lavoro competente.


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GDPR – Il ruolo del DPO/RPD , quando e chi nominare

Una delle figure chiave introdotte dal nuovo GDPR è il Data Protection Officer (DPO), altrimenti definito Responsabile della Protezione dei Dati (RPD).

L’onere della designazione del DPO/RPD spetta a tutti i soggetti che rientrano nei casi previsti dall’art.37, par.1, lett. B) e C) del Regolamento 2016/679 (UE).

Il presupposto è che si tratti di soggetti il cui core business consista in trattamenti che richiedono il monitoraggio regolare e sistematico degli interessati su larga scala o in trattamenti su larga scala di particolari categorie di dati personali come ad esempio reati e condanne penali.

A titolo esemplificativo e non esaustivo, sono quindi tenuti alla nomina: istituti di credito; imprese assicurative; sistemi di informazione creditizia; società finanziarie; società di informazioni commerciali; società di revisione contabile; società di recupero crediti; istituti di vigilanza; partiti e movimenti politici; sindacati; CAF e patronati; società operanti nel settore delle “utilities” (telecomunicazioni, distribuzione di energia elettrica o gas); imprese di somministrazione di lavoro e ricerca del personale; società operanti nel settore della cura della salute, della prevenzione/diagnostica sanitaria quali ospedali privati, terme, laboratori di analisi mediche e centri di riabilitazione; società di call center; società che forniscono servizi informatici; società che erogano servizi televisivi a pagamento.

Per tutti questi soggetti occorre ricordare che il ruolo di Responsabile della Protezione dei Dati Personali DPO/RPD, è una carica compatibile con altri incarichi a patto che non sia in conflitto di interessi.

A mio avviso è sempre preferibile assegnare l’incarico ad un soggetto esterno o a una persona giuridica. In ogni caso è meglio evitare di assegnare il ruolo a soggetti di alta direzione come l’A.D., membri del CdA, D.G. ecc.

Una alternativa è nominare un dipendente del titolare o del responsabile del trattamento (art.37, par.6 del Regolamento).

In tutti i casi una buona regola è procedere ad una chiara ripartizione delle competenze, individuando una sola persona fisica preposta alla interlocuzione con i soggetti interessati e l’Autorità di controllo.


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Project Management : EPS, OBS e WBS

Quando si parla di Project Management si incorre spesso in termini come EPS, OBS e WBS.

In questa sede vi propongo una veloce spiegazione:

EPS – Enterprise Project Structures: Rappresenta la struttura gerarchica che identifica i progetti più ampi e ne permette l’organizzazione e la gestione. Rappresenta il primo passo per la distribuzione del lavoro in base ai diversi progetti.

OPS – Organisational Breakdown Structure: Rappresenta le responsabilità dei diversi responsabili, in base ai diversi progetti inclusi nella EPS. Ad ogni manager nella OBS è associata un’area della EPS.

WBS -Work Breakdown Structure: Ogni progetto della EPS ha una rispettiva WBS. La WBS è l’organizzazione gerarchica dei prodotti e servizi realizzati durante l’esecuzione del progetto. Il progetto è al livello più alto, le diverse attività ai livelli inferiori.

Spero che la spiegazione vi sia utile!


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Il Project Engineer – Profilo e responsabilità

Della differenza tra Project Manager e Project Leader abbiamo già parlato qui.

Oggi confrontiamo la figura del Project Manager con un’altra figura strategica, il Project Engineer.

Il Project Engineer è generalmente una figura molto operativa, il suo ruolo è portare a compimento i progetti sporcandosi le mani. Ha le competenze tecniche per risolvere i problemi velocemente, da assistenza sul campo, gestisce le prime linee, è in grado di fornire soluzioni innovative e si interfaccia con i Project Manager e il Management.

Per questi motivi, il Project Engineer dovrebbe avere diretto controllo delle risorse umane coinvolte nel progetto, pianificandone il lavoro e conducendo i controlli di qualità.

La differenza principale con il Project Manager è che il Project Engineer è responsabile per tutti gli aspetti tecnici del Progetto ma senza particolare riferimento al lungo periodo. Non ha la visione globale degli obiettivi e per questo motivo, nel caso di grandi progetti, le due figure coesistono.

Altro aspetto importante è legato alla gestione dei rischi e al Risk Mitigation. Il Project Engineer è responsabile degli aspetti tecnici e dei processi operativi, Risk Managment e Risk Mitigation non rientrano quindi nelle sue competenze al contrario del Project Manager.

Project Engineer e Project Manager sono quindi due figure importanti e necessarie. In assenza di un Project Engineer, il Project Manager dovrebbe essere sempre presente in cantiere o nel reparto produttivo per risolvere problemi tecnici invece di preoccuparsi di degli aspetti economici e contrattuali.

Di seguito un elenco delle principali mansioni:

  • Studio e valutazione delle specifiche tecniche e della documentazione preliminare fornita dal Project Manager.
  • Si relaziona con le figure tecniche interessate nel caso di criticità e incongruenze;
  • Interfaccia tra funzioni tecniche e Project Manager/Customer durante tutta la durata del progetto.
  • Gestisce tutta la documentazione tecnica da e verso il Cliente, inclusi i Manuali;
  • Svolge i sopralluoghi in cantiere;
  • Contribuisce alla redazione dei preventivi per offerte e gare;
  • Identifica e ordina materiali e attrezzature;
  • Valuta le offerte dei sub-appaltatori e dei fornitori.
  • Compilazione ed emissione relazioni tecniche;
  • Gestione e monitoraggio dei processi speciali.
  • Interfaccia verso i Clienti per Ispezioni;
  • Responsabile gestione Ricambi di qualsiasi genere;

Spero che la spiegazione sia stata utile ed esaustiva, a presto!


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Project Manager e Project Leader – Troviamo le differenze

Project Manager e Project Leader, probabilmente anche  voi avrete riscontrato quanto nel lessico comune i due termini siano usati spesso mutuamente. Ma sono realmente sinonimi? Di seguito vi propongo una comparazione fra la posizione di Project Manager e quella di Project Leader. Vedremo quali mansioni appartengono ad una categoria piuttosto che all’altra, cosa differenzia il loro lavoro e quanto sia importante conoscere le differenze.

In generale, un Project Leader può essere un Project Manager ma un Project Manager non è mai un Project Leader. Entrambi conducono progetti assicurandosi che tutto vada secondo i piani, ma i loro ruoli non coincidono.

Vediamo le differenze:

Project Leader

  • Guida il team nel corso del progetto. Il Project Leader trasmette ai componenti del team tutte le informazioni relative al progetto, è sempre disponibile in caso di problemi e guida il team nell’esecuzione dei diversi compiti;
  • E’ responsabile del risultato del progetto. È interessato a tutti i fenomeni – il come, il perché e il per quale motivo – Il suo contributo è quello di assicurarsi che il progetto sia eseguito nel migliore dei modi, che sia curato ogni dettaglio e non ci siano incomprensioni;
  • Ha una visione chiara del progetto e coinvolge il team. Motiva i membri del team e fornisce spunti e idee. Ascolta e si preoccupa dei bisogni dei dipendenti, assicurandosi di mantenere una atmosfera lavorativa amichevole, produttiva e concentrata.
  • Coordina un team di persone. Rispetto al Project Manager, ha maggiore libertà quando occorre dare ordini e controllare le persone. È il leader principale del progetto e la funzione più importante.
  • Aggiunge valore al progetto e al team. Conferisce un significato al lavoro del team, fa in modo che le persone sentando che il loro contributo è importante e apprezzato. È il supporto spirituale del team.

Project Manager

  • È  sempre coinvolto in meeting e scadenze. C’è un progetto da portare avanti, ognuno deve fare il suo lavoro ed è l’unica cosa davvero importante.
  • Ha un approccio strategico. Si preoccupa del budget, della pianificazione, delle scadenze, dei documenti, dello staff, ecc.Il Project Manager non deve motivare le persone ma tenere le cose sotto controllo e ben organizzate.
  • Relaziona in merito ai progressi. È responsabile della trasmissione degli aggiornamenti, dei progressi e dei possibili ostacoli.
  • Risponde al Project Leader. Non ha grande libertà nella gestione delle persone, deve gestire principalmente il progetto.

Sebbene quindi il ruolo di Project Leader e quello di Project Manager possano sembrare similari, nella realtà le cose sono abbastanza diverse.

Prima di iniziare a lavorare ad un nuovo progetto, accertati quindi di conoscere queste differenze. Sono certo che tu non voglia finire a fare il lavoro del Project Leader quando sei stato assunto per fare il lavoro del Project Manager!


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Microsoft Teams Tips : Come usare la scheda Wiki

Una delle ultime schede aggiunte a Teams di Microsoft è la “Wiki”. Per chi come me se lo fosse chiesto, potete utilizzare la scheda per creare facilmente Note correlate al Canale, in cui i membri del Team possono inserire non solo commenti statici ma anche menzionare i colleghi usando il simbolo “@”.

A seconda del Team, potresti desiderare di aggiungere una pagina che raccolga le informazioni che si utilizzano più spesso, creando Links, Ritagli ecc.

Quanto in un Team si aggiunge un  nuovo Canale, la scheda Wiki è già presente di default, quindi puoi iniziare ad usarla da subito.

Potresti aver bisogno però di aggiungere altre schede Wiki per organizzare meglio il lavoro, vediamo praticamente di cosa parliamo:

  1. Visita il Canale e clicca sul “+” alla fine dell’elenco Schede.

2. Clicca sull’icona “Wiki”

3. Inserisci il nome della scheda e clicca Salva

In che modo può semplificare il tuo lavoro e incentivare la comunicazione?

Poi per esempio inserire Links a pagine e documenti importanti per il tuo lavoro quotidiano. O magari una pagina di “Benvenuto” per i nuovi colleghi, o ancora un Riassunto del progetto e molto altro ancora.

Probabilmente anche tu operi in una organizzazione che lavora per commessa, in questo caso potresti inserire link alla Sintesi di Commessa, piuttosto che alle varie Minute of Meeting.

Puoi anche creare conversazioni legate alle varie sezioni. Puoi facilmente individuare l’icona sulla destra, quando passi con il mouse sul titolo.

La comunicazione è il core business di Team, per questo motivo tutte le comunicazioni sono immediatamente riportate anche nella scheda “Conversazioni” del Canale.

I tre puntini “…” permettono invece di accedere alle opzioni per ordinare i diversi topics, eliminarli e creare collegamenti.

Cosa pensate di questa utilità? Fatemi sapere come avete implementato e come usate Office 365 per migliorare la comunicazione in azienda.

Con lo stesso procedimento è possibile aggiungere anche una scheda di OneNote, quale soluzione preferite?

A presto!


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Lotus Notes Vs Office 365 – Quale scegliere?

Oggi vi presento il risultato di una ricerca svolta per valutare e confrontare due famose soluzioni : Lotus Notes e Office 365.

Se anche voi state valutando la possibilità di introdurre in azienda nuove soluzioni per la gestione delle comunicazioni ed il lavoro in team, vi sarà sicuramente utile.

Iniziamo con una veloce panoramica.

Lotus Notes

Si tratta di un client email realizzato da IBM, la relativa applicazione server è denominata Domino, le mail sono salvate con estensione .nsf.

E’ in circolazione dai primi anni 90, un pioniere della comunicazione online, prima che termini come “blog” entrassero nel vocabolario comune.

La versione attuale offre talmente tante opportunità da discostarsi decisamente da un semplice client di posta elettronica, è una soluzione aziendale completa. Contiene differenti applicazioni sviluppate anche da terze parti come To-Do List, creazione di modelli, gestione dei contatti in agenda, bookmarks, tools di project managment per la gestione di team e relativi task, forum, condivisione file, messaggi istantanei, blog ecc.

Lotus Notes è accessibile sia da remoto che in locale, di seguito alcune delle principali caratteristiche:

  • Email e messaggi istantanei;
  • Accesso tramite web;
  • To-Do list e calendari per gestire risorse e progetti, con attribuzione delle responsabilità e dei tempi;
  • Possibilità di utilizzare IBM Notes per accedere a dati e applicazioni locali e server-based;

Office 365

Office 365 è una soluzione cloud-based che include diverse applicazioni tra cui MS Exchange Online per la gestione di email e calendari, oltre che numerosi strumenti per la collaborazione come SharePoint, la suite Office (sia locale che web-based), Skype Business e recentemente anche l’innovativa Team. Tutto è accessibile in qualsiasi momento, in qualsiasi luogo e da qualsiasi device. Per usufruire dei servizi occorre sottoscrivere un piano mensile o annuale, ci sono diversi piani che permettono di pagare solo per i servizi che si intende effettivamente sfruttare.

Tra le molte caratteristiche si evidenziano:

  • Office Online, la suite desktop e mobile di Microsoft Office per la collaborazione con Word, Powerpoint, Excel e OneNote;
  • OneDrive, uno spazio cloud per l’archiviazione e la condivisione dei documenti (1TB); 
  • Skype Business per messaggi istantanei, call conference e screen-sharing; 
  • SharePoint per la collaborazione e la creazione di contenuti web;
  • Exchange Online per email e la condivisione di Calendari, Contatti e Task;

Principali differenze tra Lotus Notes e Office 365

Quando una organizzazione decide di valutare una nuova soluzione per la gestione delle comunicazioni che renda più efficace e semplice la condivisione delle informazioni, l’analisi di tutte le alternative è indispensabile.

Di seguito il confronto fra le due soluzioni:

  • Limiti di spazio: Lotus Notes non prevede alcun limite per quanto concerne il servizio mail, al contrario Office 365 fissa il limite di 50GB;
  • IMAP: Office 365 non supporta il protocollo IMAP, per questo motivo gli utenti devono usare il protocollo ActiveSync se desiderano utilizzare un software diverso da Outlook; 
  • Room e Resource Reservation: Ci riferiamo alla gestione dei calendari per l’organizzazione di riunioni. Una risorsa può essere qualsiasi oggetto o luogo che possa essere prenotato per lo svolgimento di una riunione. Risorse sono ad esempio le sale conferenze, le attrezzature video e audio, il servizio ristorazione. Gli utenti possono selezionare una particolare risorsa e riservala per un determinato periodo di tempo. In Lotus Notes, ogni dipartimento ha una un database separato per la gestione delle risorse. Al contrario, in Office 365, è possibile associare ad ogni risorsa un calendario e una mail separata. 

I vantaggi di Office 365 rispetto Lotus Notes

  • Collaborazione: In Office 365 gli utenti possono collaborare in modo intuitivo con i colleghi e i partners della supply chain oltre che con i clienti, lavorando su documenti sempre aggiornati e accessibili praticamente sempre e ovunque;
  • Mobilità: E’ possibile lavorare ovunque da remoto usando le tradizionali applicazioni della suite Office attraverso qualsiasi device, PC, Mac e mobile. Spostandosi e lavorando senza problemi con i documenti di Office localmente sui diversi device o in ambienti web.
  • Gestione dei contenuti: SharePoint aiuta a gestire semplicemente tutte le communities, i blog ecc. nella realizzazione di contenuti e documenti personalizzati; 
  • Comunicazione semplice: Skype Business non ha bisogno di particolari presentazioni, la versione attuale permette di inviare messaggi istantanei, effettuare telefonate e video-chiamate oltre che call conference e la gestione di meeting online. 
  • Microsoft Team: la vera recente innovazione, la risposta di Microsoft a Slack e Trello. Permette la creazione di spazi condivisi e facilmente accessibili, un unico contenitore per tutti i documenti e le conversazioni legate al progetto, a portata di mano grazie alla versione mobile. Tra le diverse opzioni messe a disposizione spiccano: la possibilità di muoversi tra i vari progetti senza perdita di dati, utilizzare i ‘mention’ per segnalare un elemento a uno o più membri del team, vedere a colpo d’occhio lo storico dei commenti e delle modifiche, customizzare gli alert per ricevere notifiche personalizzate,  nuovi strumenti di messaggistica istantanea per permettere ai team di comunicare in tempo reale, un hub per il lavoro in team, la possibilità di personalizzare l’esperienza rispetto alle esigenze dei singoli team, le funzionalità di sicurezza per condividere informazioni in modo protetto.

A proposito di Microsoft Team, l’offerta di Microsoft è interessante perché ibrida definitivamente la realizzazione di documenti Excel, World e PowerPoint con la rete, consente agli autori di mettere fisicamente le mani nei PC di altri autori (ad esempio modificando il documento condiviso), e cambia il paradigma di lavoro documentocentrico attorno al quale hanno lavorato per decenni le aziende e gli uffici di tutto il mondo.

Voi quale servizio avete scelto? Per quali motivi?


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Win/Loss Analysis, come condurla in 5 passi (3) – Conclusioni

Il Responso: Insegnare a partire dalle informazioni raccolte.
Quando il tuo sales team vince una gara, tu impari come costruire sul successo. Ma le sconfitte insegneranno a te alla tua organizzazione anche di più.
Quando un win/loss report trasmette cattive notizie, questa è una buona opportunità per te. Adesso hai la possibilità di preparare i tuoi direttori commerciali a rispondere efficacemente usando :
  • Incentivi;
  • Strumenti di gestione vendite;
  • Coaching;
Non importa se le notizie sono buone o cattive, puoi sempre impiegare queste best practices:
  1. IDENTIFICA “DOVE” HAI PERSO – ANCHE SE HAI VINTO LA GARA
  • Identifica le aree nelle quali puoi fare cambiamenti per semplificare il lavoro dell’ufficio acquisti;
  • Individua idonei KPI e attua i cambiamenti necessari per migliorare i risultati. Una sola sconfitta potrebbe non richiedere un enorme cambiamento di processo. Ma una serie di sconfitte rispetto ad uno specifico competitor richiederà dei cambiamenti.
  1. FOCALIZZATI INNANZITUTTO SUL PROCESSO
Osserva il processo commerciale della tua organizzazione. La maggior parte dei problemi iniziano con un processo difettoso.
  1. DIFFONDERE RAPIDAMENTE LE INFORMAZIONI
Le informazioni ottenute dalla analisi win/loss dovrebbero essere condivise in tempo reale. Il report dovrebbe contenere      indicazioni specifiche per i direttori commerciali sulle azioni da intraprendere, usa un collaboration tool (per esempio      www.trello.com) o semplicemente le email.
  1. COMUNICARE CON I DIRETTORI COMMERCIALI
Crea mini piani d’azione che rendano operative le indicazioni date da applicare sul campo.
  1. DEFINISCI LA TUA POSIZIONE COMPETITIVA
Aiuta i tuoi direttori a creare una descrizione del vostro posizionamento competitivo. Potrà essere usato per educare i reparti      su come valutare e contrastare le richieste e le opportunità del mercato.
  1. COMUNICARE TRASVERSALMENTE ALLA ORGANIZZAZIONE
Comunicare le informazioni trasversalmente a tutta l’organizzazione. Ciò include comunicare con il sales team e con il team di      prodotto.
In sintesi, hai bisogno di informazioni e feedback per migliorare l’organizzazione delle vendite.
L’analisi win/loss è un report prezioso su come stanno andando realmente le vendite. Prova ad usare queste best practices nella tua win/loss analisi.
Conclusioni
Riassumiamo di seguito i cinque punti fondamentali per la conduzione di una win/loss analysis:
    1. Informazioni verificate;
    2. Top 10 dei fattori che portano a concludere positivamente o negativamente una opportunità;
    3. Intervista tempestivamente i clienti;
    4. Analizza e impara dalle informazioni raccolte;
    5. Diffondi rapidamente le informazioni;

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Win/Loss Analysis, come condurla in 5 passi (2) – Imparare dalle informazioni raccolte

Eccoci al secondo appuntamento, potete trovare il primo qui .

Oggi approfondiamo il tema dell’analisi delle informazioni raccolte.
L’analisi: imparare dalle informazioni raccolte
Il passo successivo è analizzare le informazioni che hai raccolto dal Sales team.
Inizia con le opportunità vinte, cosa permette alla tua organizzazione di mantenere la quota di mercato?
Quindi passa alle opportunità perse, cosa impedisce alla tua azienda di vincere?
Ricorda sempre, un cliente in procinto di prendere una decisione di acquisto ha quattro opzioni. I tuoi quattro “competitors” sono:
  1. Non fare nulla. Il problema del cliente non è urgente e non richiede l’allocazione immediata di risorse;
  2. Risolvere internamente. Il cliente attinge alle risorse interne per ottenere un risparmio potenziale di tempo e budget;
  3. Affidarlo ad un competitor. Il cliente decide di affidare il lavoro ad uno dei tuoi competitor diretti;
  4. Cambio di categoria. Il cliente decide di risolvere il suo problema con una soluzione differente. Generalmente ciò significa affidare il lavoro ad un competitor indiretto.
Osserva i dati con un occhio alle interpretazioni. Quali attività sono efficaci e quali inefficaci?
Prova a ragionare tenendo a mente i Lead Indicator e i Lag Indicator della tua organizzazione.
Il termine Lag Indicator è usato per definire un indicatore di risultato, il cui valore è la conseguenza di azioni precedentemente effettuate. I Lag Indicator sono indicatori che misurano dei risultati a consuntivo. Tipici esempio sono gli indicatori economico-finanziari.
Il termine Lead Indicator è usato per definire un indicatore il cui valore è indicativo della performance futura dei Lag Indicator secondo una relazione causa effetto definita con la strategia. I Lead Indicator sono i driver del successo futuro.
Una volta definiti i parametri di confronto e analizzate le informazioni raccolte, investi qualche minuto per relazione le diverse funzioni coinvolte.
La redazione di uno snello verbale ti permetterà di chiarirti le idee e lascerà una traccia per future riflessioni.
A presto per il terzo e ultimo appuntamento!

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Ryanair – Nuove regole per i bagagli, trolley imbarcati in stiva

La notizia sta facendo davvero il giro del web, a partire da ieri 15 gennaio, la Ryanair cambia le regole per il bagaglio a mano.

La compagnia numero uno in Europa aveva già annunciato da qualche mese l’introduzione di nuove tariffe ridotte per i bagagli da stiva: un unico prezzo e un’unica taglia. I passeggeri che non hanno l’imbarco prioritario dovranno però imbarcare (gratuitamente) il bagaglio a mano più grande trasportando in cabina solo una borsa più piccola.

Può sembrare una notizia da poco conto ma rischia di avere un grosso impatto sull’utenza business che sempre più si affida alle compagnie low cost per rientrare nel budget.

L’obiettivo della compagnia è di ridurre il numero di ritardi causati da troppi clienti che arrivano al gate con 2 bagagli a mano.

A mio avviso c’è l’alto rischio di danneggiare l’esperienza di chi effettua trasferte di lavoro in giornata o caratterizzate da tempistiche definite in quanto la nuova politica porterà all’allungamento dei tempi sia per il check-in sia all’atterraggio, quando sarà necessario attendere il bagaglio al nastro trasportatore.

Per portare con sé il bagaglio a bordo senza mandarlo in stiva, dal 15 gennaio 2018 è dunque necessario l’acquisto di un biglietto Plus, Flexi Plus, Family Plus o con imbarco prioritario. Tutti gli altri passeggeri potranno trasportare in cabina la borsa più piccola e mettere in stiva gratuitamente il bagaglio più grande.

Da un punto di vista logistico, al gate saranno presenti due file: Imbarco prioritario/2 borse e imbarco non prioritario/1 borsa. Il diritto all’imbarco prioritario può essere acquistato a 5€ al momento della prenotazione, oppure aggiunto successivamente a 6€ fino a un’ora prima della partenza del volo tramite l’app Ryanair.

Per quanto riguarda dimensioni e pesi :

* Valigia di dimensioni massime pari a 55x40x20 centimetri (il classico trolley piccolo) per un massimo di 10 Kg;

* un piccolo collo (borza, zaino, borsetta, borsa laptop, ecc.) di dimensioni massime 35x20x20 centimetri.

Cosa ne pensate? Continuerete ad viaggiare con Ryanair per lavoro?


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